TEMPEST

In arrivo il nuovo disco di Bob Dylan

Amnesty International e Bob Dylan


Chimes of Freedom: Songs of Bob Dylan

In onore dei 50 anni di Amnesty International
Release: 31 gennaio 2012

Distribuzione: Universal

Amnesty International celebra il cinquantesimo compleanno con l’uscita di una raccolta di cover di Bob Dylan cantate e reinterpretate dal fior fiore della scena musicale mondiale. Tra gli ospiti troviamo infatti artisti come Adele, Patti Smith, Pete Townsend, Ke$ha, The Gaslight Anthem, Sting, Jackson Browne, Elvis Costello, Sinead O’Connor, Kris Kristofferson, Bad Religion,
Marianne Faithfull, My Chemical Romance, Bryan Ferry, Pete Seeger e tanti altri.

La grande varietà di musicisti e generi musicali – che spaziano dal rock all’hip-hop, dal folk al jazz – dimostrano quanto tutto il mondo della musica supporti con forza le ragioni di Amnesty e quanto forte sia stato l’impatto di Dylan a livello culturale.

La raccolta, dal titolo Chimes of Freedom: Songs of Bob Dylan Honoring 50 Years of Amnesty International”, contiene 73 canzoni divise in 4 cd (la versione digitale conterrà 3 pezzi bonus) e uscirà in Italia il 31 gennaio 2012. I brano sono tutti inediti o mai incisi precedentemente(a parte Chimes of Freedom). Tutti gli artisti (produttori, arrangiatori, ingegneri del suono ecc) hanno lavorato a titolo gratuito proprio per sostenere la causa dei diritti fondamentali dell’uomo. Quasi 30 canzoni sono state mixate gratis dal famoso ingegnere del suono Bob Clearmountain mentre alla masterzzazione ritroviamo nomi di prestigio come Bob Ludwig e Adam Ayan (Gateway Mastering). L’immagine di copertina è un’illustrazione di Mick Haggerty, vincitore di un Grammy Award per la copertina di Breakfast in America dei Supertramp (e molto altro).

Anche questa volta la direzione artistica è stata affidata a Jeff Ayeroff e Julie Yanatta, stessi autori del fortunatissimo Istant Karma uscito nel 2007 (disco che ha battuto ogni record di incasso a titolo benefico proveniente dal settore musicale e al quale avevano partecipato tra gli altri U2, Green Day, R.E.M., Black Eyed Peas, Christina Aguilera, Jack Johnson, The
Flaming Lips).
Ayeroff e Yanatta ci dicono: “questo album è il risultato della fusione tra il grande rispetto degli artisti  per il duro lavoro di Amnesty International nel mondo e l’incrollabile genio di Bob Dylan. Siamo orgogliosi di essere parte di un progetto così importante”.  Karen Scott, Manager of Music relation di Amnesty aggiunge: “la musica di Bob Dylan è eterna perché cattura in modo unico il nostro struggimento, la nostra gioia, la nostra fragilità e il nostro coraggio. Pochi artisti come lui riescono ad avere una tale profondità nei testi, ispirandoci così tanto e arrivando sempre a superare le nostre aspettative. Noi di Amnesty International siamo immensamente grati nei suoi confronti e nei confronti di tutti gli artisti che hanno contribuito a questo progetto”.

Amnesty international è un’organizzazione che ha vinto il Premio Nobel per la sua attività di difesa dei diritti umani nel mondo e che può contare su 3 milioni di sostenitori in più di 150 paesi.

Nei suoi 50 anni di attività Amnesty International, con l’aiuto dei propri sostenitori nel mondo, è riuscita a ridare la libertà a decine di migliaia di prigionieri politici, rinchiusi in camere di tortura nonché a fermare esecuzioni capitali e imporre trattati e leggi a tutela della dignità e della libertà di milioni di persone.

Amnesty International ha saputo dimostrare che gli sforzi collettivi possono rendere il mondo migliore.

L’obiettivo di Chimes Of Freedom è riuscire ad avere sempre più supporto e sostenitori per le proprie campagne in difesa della  libertà di parola e contro la censura di artisti, scrittori, attivisti politici, musicisti ed esseri umani privati della libertà. In questo momento Amnesty sta lottando per persone come Liu Xiaobo in Cina (Premio Nobel imprigionata nel 2009 per
aver denunciato la corruzione del sistema politico cinese).

Su www.amnestyusa.org/chimes si potrà comprare l’album e allo stesso tempo ci si potrà informare di quali azioni intraprendere per aiutare le persone che sono state private della loro
libertà.

Cinzia Tedesco presto ad Imola

Cinzia Tedesco, definita dagli addetti ai lavori una delle grandi protagoniste del jazz italiano ed europeo (èItalia) e riconosciuta come un vero talento del jazz italiano (TG2), grintosa e teatrale, unica cantante in Italia ad esibirsi per il Presidente degli Stati Uniti Bill Clinton, è impegnata in questo innovativo progetto musicale jazzistico che vede per la prima volta la rilettura al femminile, moderna e raffinata, dei più celebri brani di Bob Dylan.
Pianista e curatore degli arrangiamenti è un rappresentante importante della storia del jazz italiano, Stefano Sabatini.
La direzione musicale è del noto batterista Pietro Iodice, talento indiscusso del panorama jazzistico Europeo.
A completare il gruppo, il solido ed apprezzato Luca Pirozzi al contrabasso e Giovanna Famulari al violoncello, già collaboratrice di Ennio Morricone.
Il mondo musicale di Dylan per contenuti e messaggi riesce a trovare nell’originale capacità interpretativa di Cinzia Tedesco una dimensione nuova ed emozionante.
In scaletta brani indimenticabili tra cui “Like a Rolling Stone”, “Knocking on Heaven’s Door”, “Blowing in the wind”, “Mr.Tambourine”, “Make you feel my love” e “Lay Lady Lay”.
(continua…)

Bob Dylan

Sands at Seventies, Bob Dylan a 70 anni

di Nicola Menicacci

Walt Whitman nacque a Brooklyn,  prima che questa diventasse parte della Grande New York.

Da lì cominciò a muovere i passi prima come scaricatore di porto, poi come apprendista tipografo, volontario di guerra ed infine poeta. La sua prima edizione di Leaves of Grass non fu un grande successo commerciale, ma attirò l’attenzione di Ralph Waldo Emerson e da lì di tutta l’America, della quale fu per molti anni un indiscusso cantore.

(continua…)

I tempi stanno cambiando

di Mauro Casadio Farolfi e Corrado Gambi

Thank You Bob : tributo a Bob Dylan con eventi a Dozza in Aprile e Maggio

Una voce gracchiante, acida, fuori da ogni schema, da folksinger del Midwest, come il suo amico e idolo musicale Woody Guthrie. Nel gennaio 1961 Bob Dylan si recò al Greystone Hospital nel New Jersey per rendergli omaggio prima della sua scomparsa: Guthrie fu una vera rivelazione  ed ebbe su Dylan e sulle sue prime composizioni una grande influenza. “Potevi sentire continuamente le sue canzoni e allo stesso tempo viverle” disse il menestrello di Duluth a proposito del suo maestro. Dylan mutua alcuni elementi della tecnica espressiva e musicale di Guthrie dal caratteristico harmonica holder fino al talking blues, come ad esempio nella famosa Masters of War. Un assemblaggio fra musica e vita, musica e strada, perennemente on the road, come ci insegna la cultura americana di quei tempi.

(continua…)

Dylan youngIl signor Dylan ed il signor Forrest Gump

di Mr Tambourine

E così anche questo punto della sua neverending life è passato, buttato alle spalle ma non certamente dimenticato, e come si potrebbe dimenticare anche solo una piccola parte dell’immenso lavoro artistico di Bob?

In questi ultimi 50 anni Bob ci ha dato tutto di se stesso, la sua mente, il suo cuore, il suo dolore, le sue gioie, ha bistrattato il suo corpo per essere sempre sul palco davanti a noi, si è distrutto la voce con l’abuso delle sue corde vocali che non sono mai state il suo punto di forza, ci ha regalato la sua poesia, i suoi punti di vista, i suoi principi, le sue manie, le sue verità e qualche volta anche qualche piccola bugia.

Certo non è facile per uno che è assediato dalla stampa da oltre 50 anni con le solite domande banali ricordare nel tempo come sono avvenuti certi fatti, chi c’era, le parole che sono state dette, chiunque di noi prima o poi sarebbe caduto in piccole contraddizioni proprio come è successo a Bob. L’esempio dell’incidente in moto parla chiaro, su quel fatto è stato detto di tutto e di più ed anche Dylan ci ha nesso del suo per confondere le cose con due o tre versioni diverse del fatto. Un artista deve per forza di cose vivere della sua popolarità se non vuole essere dimenticato (cosa che è successa a molti grandi artisti, esaltati come pochi e finiti in breve tempo nel grande dimenticatoio, veloci meteore delle quali non è rimasta più nemmeno l’ombra della scia).

(continua…)

Bob Dylan spiegato a una fan di Madonna e dei Queen

Gianluca Morozzi - Bob Dylan spiegato a una fan di Madonna e dei Queen
Castelvecchi Editore. 2011


Gesù Cristo spiegato a un seguace di Buddha e di Brahms

Io mio padre non l’ho mai conosciuto, ma tutto il mondo conosce mio padre.
Bella premessa. Eh? Che ne dite? Vi piace?
A me, detta così, piace abbastanza.
Anche se scoprirlo, a bruciapelo, il giorno di Natale, eh, insomma,ti colpisce un po’.
Per usare un eufemismo.
Già: perché io, fino a cinque mesi fa, fino a quel giorno di Natale a casa di mia madre, fino al momento in cui mia madre si è seduta sul divano e a un certo punto ha detto: «Ti devo parlare », e alla fine mi ha fatto giurare di non rivelare a nessuno quel che mi aveva confessato, ecco, fino a cinque mesi fa, io pensavo che mio padre fosse un’altra persona. Una che, tra parentesi, odio e disprezzo. Quindi, ci ho guadagnato.
Quello che credevo fosse mio padre, lui, è apparso sul numero di aprile di un noto mensile patinato e reazionario, intervistato
a proposito del suo ultimo libro